howl.moe

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Published (click to see context) on 04/11/2020 by Morgan Bazalgette • 2 minutes

Una introduzione a Pleroma per coloro che capitano qua.

Pleroma fa parte del cosiddetto “Fediverso”. In pratica si tratta di un grande social network che unisce tantissimi server in grado di comunicare tra di loro. Pensa alle email: io dal mio indirizzo gmail posso inviare email a persone che sono su gmail, ma anche ad altri che sono su yahoo, hotmail, chi ne ha più ne metta. Il principio è lo stesso, e permette di decentralizzare il potere e il controllo dei dati, che nei social network “tradizionali” è esercitato dall’azienda madre (quindi facebook). Ah, sì, facebook è il male (e di conseguenza anche Instagram e WhatsApp). Ma non serve che ne parli io.

Detto questo, io Pleroma non lo utilizzo troppo per la sua funzione da social network, ma piuttosto per poter esprimere qualche parte le scoregge del mio cervello. Molte persone utilizzano Twitter per fare questa cosa; e Twitter è carino, ma volevo qualcosa che mi permettesse di fare dei post molto lunghi e non limitati a 280 caratteri quando è necessario, oltre che per le posizioni più “politiche” sui social network sopracitate. Alcune persone utilizzano un blog per questa ragione; ma io volevo qualcosa che potessi fruire anche dal mio cellulare per scrivere due stronzate che mi vengono in mente quando sono in giro. Quello che esce da Pleroma lo pubblico in automatico anche sul mio sito.

Questo “server” di pleroma è chiuso (poiché non ho nessun interesse ad amministrare una micro comunità come in genere chi amministra un’istanza fa.) Esistono varie cosiddette istanze di pleroma, qui una lista e qui un’istanza non gestita da pazzi. Tuttavia esistono anche istanze di Mastodon, molto più popolare al di fuori dei nerd come me. Questa, per esempio un’istanza italiana. In ogni caso, si può seguire sempre account di altre istanze cercandoli: cercando howl@the.howl.moe uscirà fuori il mio profilo, per esempio.

Fatto questo pippone, su questo account pubblico principalmente roba a caso che mi va di condividere su internet, sia in inglese che in italiano. Principalmente frustrazione, ragionamenti di stampo politico e robe sulla programmazione. Roba che in pratica è un po’ più pesante e meno condivisibile su una storia di Instagram.